Che cos’è il supplemento di rendita AVS?

Che cos’è il supplemento di rendita AVS?

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Il supplemento di rendita è un importo mensile fisso versato per tutta la vita in aggiunta alla rendita AVS. L’importo del supplemento dipende dal reddito annuo medio determinante  e dall’anno di nascita. Il supplemento di rendita AVS sarà versato soltanto alle donne della generazione di transizione che riscuoteranno la rendita di vecchiaia al raggiungimento dell’età di riferimento. 

•    Se la durata di contribuzione è incompleta, il supplemento di rendita sarà ridotto di conseguenza. 
•    Il supplemento di rendita non sarà soggetto alla limitazione della rendita di vecchiaia per le coppie sposate e verrà quindi versato anche in caso di superamento della rendita massima. 
•    Il supplemento di rendita non sarà considerato nel calcolo delle prestazioni complementari. 
•    Contrariamente a quanto avviene con le rendite AVS, il supplemento di rendita non verrà adeguato periodicamente all’evoluzione dei prezzi e dei salari (indice misto). Una volta fissato, l’importo del supplemento di rendita rimarrà invariato per tutta la vita.
 

Quali sono le misure compensative per le donne della generazione di transizione?

Quali sono le misure compensative per le donne della generazione di transizione?

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La riforma AVS 21 prevede due tipi di misure per attenuare gli effetti dell’aumento dell’età di riferimento per le donne della generazione di transizione:

  1. le donne che inizieranno a riscuotere la rendita di vecchiaia al raggiungimento dell’età di riferimento riceveranno un supplemento mensile per tutta la vita;
  2. alle donne che opteranno per la riscossione anticipata della rendita saranno applicate aliquote di riduzione più favorevoli.
Quando entrerà in vigore la riforma AVS 21?

Quando entrerà in vigore la riforma AVS 21?

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Il 9 dicembre 2022, il Consiglio federale ha fissato la data di entrata in vigore al 1° gennaio 2024.

L’aumento graduale dell’età di riferimento delle donne inizierà un anno dopo l’entrata in vigore della riforma, dunque per principio il 1° gennaio 2025, data in cui verranno introdotte le misure compensative per le donne della generazione di transizione.

L’età di riferimento di 65 anni per le donne si applicherà anche nell’ambito della previdenza professionale. Per la parte sovraobbligatoria, gli istituti di previdenza saranno liberi di fissare un’età di riferimento diversa.

Come verrà aumentata l’età di pensionamento delle donne?

Come verrà aumentata l’età di pensionamento delle donne?

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L’espressione «età di pensionamento» è sostituita con «età di riferimento». L’aumento dell’età di riferimento delle donne inizierà un anno dopo l’entrata in vigore della riforma e avverrà gradualmente, con un incremento di tre mesi all’anno. Se la riforma entrerà in vigore il 1° gennaio 2024, come attualmente previsto, per le donne nate nel 1960 che compiranno i 64 anni nel 2024 non vi sarà alcun aumento dell’età di riferimento. Successivamente, l’età di riferimento delle donne sarà innalzata come segue:

Anno

Età di riferimento delle donne

Anno di nascita delle donne

2024

64 anni (nessun aumento)

1960

2025

64 anni + 3 mesi

1961

2026

64 anni + 6 mesi

1962

2027

64 anni + 9 mesi

1963

2028

65 anni

1964

Dal 2028 l’età di riferimento delle donne sarà uguale a quella degli uomini, ossia 65 anni. Questo vale anche per il 2° pilastro, dove l’innalzamento dell’età di riferimento avverrà allo stesso ritmo di quello dell’AVS.

Calcolate la vostra età di riferimento 

Quali sono le aliquote di riduzione più favorevoli in caso di anticipazione della rendita?

Quali sono le aliquote di riduzione più favorevoli in caso di anticipazione della rendita?

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Le donne della generazione di transizione potranno riscuotere la rendita di vecchiaia a partire dall’età di 62 anni. In tal caso, la loro rendita sarà ridotta in misura minore, in modo graduato in funzione del reddito annuo medio determinante e dell’anno di nascita.

Stimare qui l'entità del Suo tasso di riduzione.

Le donne nate nel 1961 e nel 1962 potranno anticipare la riscossione della rendita di vecchiaia dal 2023 o dal 2024, ossia prima dell’applicazione delle misure compensative previste per la generazione di transizione. In linea di principio, potranno beneficiare delle aliquote di riduzione più favorevoli soltanto a partire dal 2025. Fino ad allora, saranno applicate loro le aliquote attuali, ossia 6,8 per cento per un anno di anticipazione e 13,6 per cento per due anni di anticipazione.